Cinquemila anni di plastica

Ritorno del Plexiglas, imballaggi monouso, paesi in via di sviluppo, David Vetter.

Redazione Singola

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5000 anni, cinquanta secoli, è questo il tempo di degradazione di una bottiglia di plastica nel mare. 
La rassegna di questa settimana si concentra sulla plastica, il materiale simbolo di una rivoluzione di benessere e dalle innumerevoli proprietà e utilizzi, con grande difetto: produrlo è infinitamente più economico che smaltirlo.

Su Internazionale si spiega come la crisi sanitaria della pandemia abbia non solo diminuito il consumo di plastica, ma al contrario lo abbia fatto schizzare alle stelle. Così scrive The Economist: "Gran parte dei prodotti acquistati in rete è avvolta nella plastica, e del peggior tipo. Spesso le merci sono contenute in imballaggi composti da vari strati. Questo protegge la merce dagli urti durante il trasporto in aereo e nei furgoni, ma rende quasi impossibile il riciclo. Allo stesso tempo, le persone isolate in casa hanno fatto ampio ricorso alle consegne di cibi pronti a domicilio." 

Analogo allarme viene lanciato su Project-Syndicate, dove si legge della drammatica dispersione nell'ambiente dei prodotti per uso sanitario, maschere, tute e teli di plastica, usati negli ospedali dei paesi in via di sviluppo, per arrivare a una conclusione: bisogna investire maggiormente in strutture di smaltimento e di riciclo. (in inglese)   

Anche The Guardian dà spazio al problema dello smaltimento della plastica nei paesi in via di sviluppo e apre alle possibilità di una nuova strategia: dotare i paesi di sistemi di reti idriche moderne e capillari giocherà un ruolo centrale nell'abbattimento della plastica generato dal consumo di acqua imbottigliata. Di Fiona Harvey. (in inglese) 

Un enorme problema legato alla plastica è la sua degradazione in polimeri di dimensioni microscopiche, altamente inquinanti e trasportati dal vento e delle correnti in ogni ecosistema. Gli scienziati hanno ormai la certezza che non c'é angolo del pianeta non contaminato dalla plastica. Un articolo del New York Times.

"A causa della misure di sicurezza introdotte dopo la pandemia le vendite [del Plexiglas] sono aumentate ovunque, risollevando il destino della società tedesca che lo ha brevettato". Su Il post, Il grande ritorno del Plexiglas®, a firma di Davide De Luca.

Su The Atlantic, socializzare nella pandemia. Una potente raccolta di immagini che mostra l'umanità separata dalla plastica nei momenti pubblici e privati della giornata. Le immagini ci riportano alla tragica vicenda di David Vetter, l'adolescente statunitense che per una rara malattia è stato costretto a vivere tutta la sua vita in una "bolla" separata dal resto degli uomini.

 

 

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Globale - 7020
Redazione Singola

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Pubblicato:
25-06-2020
Ultima modifica:
25-06-2020
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